I Valdesi di Neuhengstett sono tornati a percorrere a ritroso i passi che, tre secoli orsono, li hanno portati forzatamente lontano dalla loro terra d’origine.
A cavallo tra la fine del XVII° secolo e l’inizio del XVIII°, avendo l’Editto di Nantes sancito la messa al bando della religione riformata, non pochi Valdesi, invece di abiurare, si misero in viaggio per sfuggire alla conversione di massa imposta dai Dragoni di Luigi XIV, fondando delle vere e proprie colonie in varie zone della Svizzera, della Francia e della Germania. Molti fra quelli che tra il 1685 ed il 1730 lasciarono Bourcet, approdarono nel Wurttemberg.
Negli anni 60 del secolo scorso, alcuni abitanti di Neuhengstett, discendenti di quelle famiglie di Valdesi fuoriuscite, vennero per la prima volta a Bourcet e scattarono delle fotografie ai pochi abitanti che ancora vi rimanevano. Proprio quelle fotografie hanno costituito il filo conduttore che ha unito, quasi annullando l’arco di tempo di 300 anni, la storia degli attuali Bourcetin a quelle antiche testimonianze di persecuzioni e lotte.
Nell'estate del 2000, alcuni giovani di Neuhengstett ospiti del Rifugio Serafin, mostrarono le fotografie scattate dai loro padri ad alcuni Bourcetin, che immediatamente vi riconobbero, con grande emozione, qualche parente stretto. Questo episodio avvicino’ immediatamente i montanari di oggi a quei ragazzi così folli o audaci da acquistare e voler restaurare un rudere al Bergon, un pugno di malghe abbandonate a mezz’ora buona di cammino dalla carrozzabile, a metà strada tra Chasteiran e Serre.
Dai primi discorsi emerse che l’attaccamento alle proprie radici era notevole, che quel filo lungo 300 anni non si era mai spezzato. E così, grazie all’attività dell’associazione tedesca “Bourcet e. v. - Heimatgeschichtsverein Neuhengstett”, una rappresentanza di Neuhengstett venne a Bourcet all’inizio di ottobre 2001 a prelevare un masso da collocare davanti al Municipio della cittadina. Già in quell’occasione si percepì l’affinità con quelle persone nel cui albero genealogico compaiono cognomi molto diffusi nel nostro Comune: Charrier, Talmon, Faure…. Alla cerimonia durante la quale è stata scoperta quella che è ormai per tutti “la pietra delle origini”, sulla quale una targa ricorda appunto le origini dei Valdesi di Neuhengstett, hanno partecipato, alla fine di ottobre 2001, magnificamente accolti ed ospitati, il sindaco Bruno Lazzarini, alcuni Bourcetin ed una rappresentanza del gruppo “La teto aout”.
Gli amici tedeschi nel maggio del 2005, sono saliti numerosi a Bourcet per trascorrere alcuni giorni in perfetto spirito di fratellanza: un incontro toccante al quale è mancata solo l’ufficialità per essere definito un vero e proprio “gemellaggio”. In quell'occasione è stato celebrato il restauro del vecchio Mulino "daval" nel vallone di Bourcet realizzato proprio grazie alla generosa donazione degli amici di Neuhengstett.
Nel maggio 2007 è stato inaugurato il museo valdese di Bourcet a Neuhengstett.
Da un decennio quasi ogni anno proseguono gli scambi di visite: nel 2011 è previsto un incontro a Neuhengstett ad inizio maggio ed uno a Bourcet ad inizio ottobre.