2009 - Linee di sviluppo per il futuro del Vallone di Bourcet:
· Sviluppo Energetico · Sviluppo Agricolo · Sviluppo Turistico
Mezzi per perseguire lo sviluppo:
· Società dei Proprietari · Associazione “Briganti di Bourcet” · Comitato per l’elettrificazione · Interventi privati
Come già riportato durante l’assemblea annuale della Società di Bourcet, la rinascita del vallone deve identificare forzatamente dei motori di sviluppo prioritari così da trainare dietro di sé le diverse realtà che compongono “Il Bourcet”. Giocoforza finora gli sforzi sono stati concentrati su quella che è la realtà che in questi anni ha dimostrato la maggiore vitalità, e che in questo momento risulta rappresentativa di tutto il vallone: Chasteiran Giova ricordare che questa è l’unica realtà in tutto il vallone in cui si è insediata un’attività economica ed in cui sono stati effettuati considerevoli interventi privati ad uso pubblico. A tutto ciò bisogna aggiungere che i recenti interventi sulla viabilità hanno potuto essere effettuati solo grazie alla presenza dell’alpeggio del Serre, solo perché c’era una realtà agricola di questo tipo, e solo poiché a beneficiarne era l’alpeggio, sono stati assegnati contributi provinciali. Senza la presenza dell’alpeggio nulla sarebbe stato ottenuto dal Vallone del Bourcet e dalle sue borgate. Il gravoso intervento sulla viabilità, se da un lato costituisce un nuovo e fondamentale tassello dopo la realizzazione della carrozzabile, dall’altro ha esaurito per un po’ di tempo le risorse a disposizione della società dei proprietari, ma lo sviluppo non si ferma. Vi sono nuovi mezzi per perseguire lo sviluppo: l’associazione ed il comitato, oltre ovviamente agli interventi dei singoli privati che in questa realtà, forse stupidamente, credono.
Le linee di sviluppo che abbiamo identificato per il Bourcet sono di tre tipi, tra loro intrinsecamente connesse: quella di tipo energetico, di tipo agricolo e di tipo turistico.
L’energia è un fattore fondamentale di sviluppo, il Rifugio Serafin deve il suo funzionamento anche alla presenza della sua centralina, la fruibilità delle case è limitata dall’assenza di fonti energetiche, la sola presenza di pannelli fotovoltaici o generatori non permette l’utilizzo continuativo di elettrodomestici fondamentali per la stabile presenza quali i frigoriferi. L’avvio di nuove attività è precluso dall’assenza di energia, questo è di conseguenza una dei grandi ostacoli da superare necessariamente. Per poter affrontare inizialmente la questione energetica si è pensato di creare un comitato promotore sulla scorta dell’esperienza della centrale di Salza. Ai fini della presentazione della domanda di concessione presso la provincia è necessario identificare un soggetto titolare della concessione, soggetto che non subisca ulteriori modifiche successive all’attribuzione della concessione poiché ogni variazione è subordinata all’autorizzazione della provincia stessa. L’impianto che si intende costruire utilizzerebbe parte delle sorgenti presenti nel tratto Serre – Chaulieres, compreso il troppo pieno dell’acquedotto. Considerando l’attuale impianto del rifugio, questo verrebbe solamente spostato a monte e messo quindi in sicurezza, non essendo più soggetto ad eventi alluvionali, e rimarrebbe di pertinenza esclusiva del rifugio. L’impianto oggetto di richiesta si realizzerebbe invece a valle della centralina del rifugio, dopo un salto approssimativo di 450 metri, sviluppando una potenza compresa tra i 30 ed i 120 kw in base alle rilevazioni di portata effettuate durante l’anno. Il costo approssimativo si stima in 350-400 mila euro in base alla presenza di interconnessione alla rete di media tensione. Il ritorno integrale dell’investimento è previsto variabile tra i cinque ed i nove anni a seconda del grado di consumo di corrente da parte dei singoli soci, poiché i ricavi dell’impianto sarebbero costituiti solamente dall’immissione in rete dell’eccedenza di produzione ed all’ottenimento della tariffa omnicomprensiva per la produzione da fonti rinnovabili. La partecipazione all’impianto sarebbe inizialmente appannaggio dei proprietari di immobili e degli esercenti attività economica sul territorio del vallone, il comune di Roure ha già dato disponibilità a partecipare all’iniziativa per un importo anche considerevole, il coinvolgimento di soggetti diversi avverrebbe solo qualora le risorse messe a disposizione da comune e proprietari si dimostrassero insufficienti a realizzare l’opera. Quali le ricadute di un’opera di questo genere? Innanzitutto vi è la necessità di migliorare la viabilità su Sappé e Chezalet, migliorando il collegamento con la strada delle Chaulieres all’altezza di Casette, poi, siccome la centralina di realizzerebbe a valle di Chezalet, vi sarebbe una nuova strada, che in parte seguirebbe il tracciato dell’attuale sentiero comunale, che si allaccerebbe con la strada comunale ed il tratto Toye, così da poter inoltre creare una via alternativa nel caso in cui, per motivi diversi, l’attuale strada asfaltata non fosse percorribile. La presenza di corrente elettrica sarebbe poi un’ulteriore fonte di valorizzazione per gli immobili del territorio, poiché aumenterebbe la dotazione di servici pubblici essenziali per le abitazioni. La realizzazione dell’intervento potrebbe inoltre essere il modo per veicolare l’acqua potabile verso Chezalet e Sappé, tramite un intervento integrato che ridurrebbe in parte il costo di allacciamento per queste borgate, attualmente superiore alle quote richieste per Chasteiran. In fase di approfondimento al momento è invece la realizzazione di un impianto che sfrutti le tre fontane ed il salto verso Sappè: la realizzabilità è subordinata ai vincoli tecnici di rilascio minimo che determinano il flusso sfruttabile.
La seconda area di sviluppo è quella legata all’agricoltura. Uno sfruttamento sistematico dei terreni per la produzione di patate ed altri prodotti, un’adeguata politica di marketing e la ricerca di prodotti che ne aumentino il valore aggiunto, possono mettere le basi per una realtà che sia in grado di sopravivere e svilupparsi sul territorio. In questo ambito si inserisce l’attività della costituenda associazione, che si doterà di marchio di riconoscimento poi apposto sui prodotti del vallone per renderli maggiormente riconoscibili, e l’attività di ricerca svolta su singoli prodotti quali la confettura ed i biscotti di patate e le ciambelle di lenticchie.
La terza area di sviluppo è quella in ambito turistico, che comporta un aumento della ricettività e la creazione ed il coordinamento di eventi che facciano da richiamo turistico per il vallone, oltre alla realizzazione di una vera e propria offerta turistica che prenda spunto dalla fruizione consapevole della montagna e dei suoi sentieri, fino a sfruttare l’attuale attività di arrampicata effettuata a fondovalle, dando maggiore impulso anche alla componente non professionistica con l’aiuto del CAI.
Tutto ciò però non potrà avere sviluppo fino a quando la precaria situazione energetica non troverà soluzione.
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